Michele Campobasso

ACUSLECTRIC PROJECT

Perché restare immobili di fronte alle innovazioni tecnologiche rischiando di perdere l’occasione di ampliare le proprie vedute? È quello che il compositore e pianista Michele Campobasso ha evitato, aprendo un ponte fra jazz ed elettronica con “ACUSLECTRIC PROJECT”. 

L’intento appare subito chiaro: una raffinata commistione di jazz, easy listening, chillout e una costante sensazione che il tutto sia una colonna sonora per un film immaginario, sperimentando una soluzione a metà strada fra i classici strumenti di un power trio acustico pianoforte, basso e batteria e il supporto di synth e drum machine, tutti egregiamente suonati dal pianista Michele Campobasso, il quale si presenta dunque come un trio ‘solo’. 

La mistura è il risultato di un sapiente lavoro di fino nel dosaggio di suoni elettronici ed effettistica, il quale riesce a creare una cornice suggestiva senza invadere mai il contesto armonico e melodico. Di qui l’aspetto evocativo che permea l’intero album ovvero una suggestione costante di paesaggi e panorami sonori che promettono un viaggio emozionante. Partendo dai cluster dissonanti che risolvono in solari momenti delle tonalità maggiori di “Hide and Seek” al poetico “Behind the cloud” che sembra il background perfetto per un giorno di leggera pioggia autunnale, il disco si apre invitandoci subito a passeggiare fra sentieri meditativi variegati, i quali suscitano altalene emotive che si ritrovano a più riprese nell’album, come la romantica finestra di “The Young Dreamer” o la seducente voce effettata di “Hold my Soul”, unico brano cantato, che appare come un richiamo a una certa psichedelia post rock. Il disco non è scevro da fini tecnicismi che strizzano l’occhio ai linguaggi electro-jazz moderni, come la godibile finezza compositiva di “Latin Fugato”, dove Bach e Mozart fanno da contrappunto stilistico a una ritmica latin jazz o la ricercatezza dei tempi dispari di “In Search of you” e l’adrenalinico drum’n’bass di “Running in the Rain”, che aprono a improvvisi scenari dinamici e immaginifici. 

Acuslectric Project è un’opera aperta, un testo di squisita fattura, tra il poetico e il prosaico, fra l’effetto del suono-macchina e l’umanizzazione del tocco acustico, un disco che può far gola sì a palati in ricerca di contemporaneità ma anche ad ascoltatori più tradizionalisti, prendendo per mano insieme generazioni musicali tra ieri, oggi e il domani. 


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“Programmazione Puglia Sounds Producers 2020/2021” e “REGIONE PUGLIA FSC 2014/2020 Patto per la Puglia – Investiamo nel vostro futuro”